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Legavolley  Tonno Callipo Vibo Valentia  Vincenzo Simeonov: campione in campo e nella vita
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  Giovedí 6 Gennaio 2011 - 11:33  
Vincenzo Simeonov: campione in campo e nella vita 
Tonno Callipo Vibo Valentia: “Vincenzone” o “Don Vincenzino Bello”, questi sono gli appellativi attribuiti simpaticamente  al capitano  che ancor piu’ dello scorso anno si e’ tuffato in questo ruolo con sempre maggiore professionalita’, diventando il punto di riferimento non soltanto dei suoi connazionali, ma di tutta la squadra. E quanto sia importante il suo ruolo lo ha ampiamente dimostrato lunedi’ sera, durante la presentazione del “Calendario Persone Down 2011”, laddove, facendosi portavoce del pensiero di tutti suoi compagni di squadra, chiamato sul terreno di gioco da Rino Putrino, pronunciava delle parole cosi’ profonde su quello che e’ il ruolo dell’atleta sia in campo e sia nella vita sociale, sottolineando, inoltre, come sia molto importante integrarsi nell’ambiente in cui si vive anche se provenienti da altre regioni d’Italia o addirittura dall’Estero, ricevendo per quanto detto  un lungo e caloroso  applauso da parte da parte di tutti i presenti. E che sia un Simeonov rinato e voglioso di far bene lo dimostrano le prestazioni super sin qui ottenute, in uno alla considerazione che in lui ripongono tutti indistintamente i suoi compagni di squadra. Qualcuno sussurra che il suo stato d’animo sia completamente cambiato dallo scorso anno, allorquando e’ diventato padre di una bellissima bambina di nome Kaila ed ha riunito la Sua famiglia con la compagna Gherj, anch’essa campionessa ma di basket, a Vibo Valentia dove lo ha raggiunto. Ecco cosa dice di lui Michele Ferraro, che simpaticamente lo chiama  “ Don Vincenzino bello”: “mi ha colpito appena lo ho conosciuto due anni fa ed ho capito che sarebbe rimasto a lungo nella nostra citta’; pur essendo di nazionalita’ bulgara, ha molte cose in comune con noi meridionali ad iniziare dal rispetto verso gli altri, alla cultura verso la famiglia; somiglia molto a Suo padre, l’indimenticato campione di pallavolo Kaspar  che ho avuto il piacere di conoscere e notare in lui  quanto sto dicendo  …..sembrano la stessa persona; ritengo, inoltre, che in campo e soprattutto fuori campo, abbia assunto le vesti di vera  e propria guida anche nei confronti dei compagni, soprattutto dei piu’ giovani. Lunedi’ sera, ho seguito con attenzione il suo intervento, diverso da quelli ascoltati da altri in passato, dimostrando anche un attaccamento a questi luoghi che sono poi quelli di nascita di sua figlia.  Mi auguro che possa continuare a giocare ancora per tanto tempo perche’ lo merita e possa conseguentemente, contribuire ai nostri successi”.  
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