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Questione Palazzetto, tutta la verità Argos Volley: l’antefatto.
“… volevamo solo il nostro palazzetto”
Biosì Indexa Sora: La “Questione Palazzetto” è nata oltre un decennio fa quando l’Argos Volley militava in serie B2 e le ambizioni erano già quelle del professionismo, attitudine che ha sempre contraddistinto la dirigenza societaria e la lungimiranza dei suoi vertici. Le prime disquisizioni infatti, su una casa che rispondesse innanzitutto alle esigenze regolamentari della categoria di appartenenza ma anche a quelle superiori dove la società di corso volsci voleva arrivare e lo ha fatto, partono dalla stagione 2007/2008 quando venne allestita una squadra capace di dominare dalla prima all’ultima giornata il girone G della serie B2 culminato nella promozione in B1. In quegli anni Sora giocava e vinceva al Pallone Tensostatico di via Sferracavallo, struttura non adatta però alla categoria conquistata. Gino Giannetti è lungimirante, progetta e propone all’amministrazione Casinelli un palazzetto privato che va ben oltre la serie B1 e arriva fino all’ospitalità delle Nazionali, ma la sua proposta viene additata quasi come visionaria e come una sorta di “concorrenza sleale” alla struttura che doveva essere messa in piedi in via Ruscitto e per la quale ancora non era stato posto neanche un mattone. “La nostra prima idea – racconta il Patron Gino Giannetti -, fu proprio quella di costruirci un palazzetto privato progettato su uno dei nostri terreni di proprietà sito in Via San Domenico, dove prima c'era un nostro supermercato e dove poi è nato il Mc Donald. Il terreno aveva già un indice di cubatura per cui non avevamo bisogno di niente solo dell'aumento delle altezze. Ma la piscina non era soltanto un problema economico con l’amministrazione che prospettò una spesa di circa €400.000, ma anche un problema di competenze. Ci siamo allora presi del tempo per pensarci e per vedere quanto potesse essere effettivamente fattibile. Dopo una settimana ci incontrammo di nuovo, presi un foglio e scrissi che mi sarei impegnato nel dare al Comune di Sora €400.000 di oneri di urbanizzazione al momento in cui loro avessero dato a me la possibilità di realizzare il mio progetto. Non volevamo creare cattedrali nel deserto, volevamo solo il nostro palazzetto con la possibilità di avere una parte commerciale che già era prevista, e dunque non alcuna richiesta in più. Loro però insistevano con la piscina al che rispostondo che non ne avevamo le competenze e che si parlava di importi troppo, troppo, diversi. La battuta finale della riunione fu nuovamente la nostra richiesta di costruirci un palazzetto privato ma il Segretario Generale rispose che non avremmo potuto mai realizzare il nostro progetto in quanto sarebbe stata una concorrenza sleale al palazzetto progettato per via Ruscitto e che tra poco costruiremo. Questa frase è rimasta impressa e indelebile nella mia mente così come il dissidio che poi ci fu tra il presidente del CONI e l’amministrazione alla quale Luigi Conte disse - non ho mai visto una proposta così allettante per un comune essere però rifiutata -”. Nel frattempo l’inizio della nuova stagione 2008/2009 era sempre più imminente e il Pallone Tensostatico di via Sferracavallo sempre lo stesso e dunque non adeguato alla Serie B1. Così la società Argos Volley ha dovuto attingere alle proprie risorse per apportare le migliorie necessarie per permettere a Sora di disputare il nuovo campionato di appartenenza. “Conti alla mano – continua Giannetti -, i costi sostenuti sono stati pari a circa €70.000, mai richiesti all’ente comunale”. To be continued… Carla De Caris - Responsabile Ufficio tampa BioSì Sora |