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18 Luglio - 18:56
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Scappaticcio, il capitano di tutti.
“Dobbiamo essere consapevoli che dall’altra parte della rete ci sono sei atleti che come noi lottano e lavorano per un solo scopo: la vittoria”.
Globo Banca Popolare Del Frusinate Sora: I ragazzi della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora sono tornati in palestra e lavorano in vista del prossimo impegno di campionato, quello del 16 ottobre al PalaFraraccio di Isernia, quindi la loro mente e il loro corpo è già proiettato verso un altro obiettivo da raggiungere. Ma in provincia il pubblico è ancora contento per la splendida e netta vittoria della scorsa domenica sull’ostico campo del Corigliano, e per questo abbiamo chiesto al capitano Super Mario Scappaticcio, pioniere e artefice del successo calabrese, di raccontare a tutti quelli che l’hanno potuta vedere solo da casa davanti la tv, questa terza giornata di campionato che oltre alla vittoria della Globo ha portato tante sorprese e novità.
C’era grande attesa per questo match catalogato già dall’opinione pubblica tra le “partite verità” e la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora ci ha messo poco a dimostrare la realtà dei fatti.
“La settimana di preparazione alla partita di Corigliano, - ci racconta Capitan Scappaticcio, - noi atleti l’abbiamo trascorsa con grande euforia dopo la vittoria contro Cantú e sopratutto con uno stato emozionale importante trasmessoci dalla presenza nel nuovo Palazzetto dei tanti spettatori che ci hanno incitato dall’inizio alla fine del match. Proprio da questa preparazione “mentale”, condita dalla cura dei tanti aspetti tecnici e tattici, abbiamo tratto la forza e gli strumenti necessari per affrontare una trasferta così dura e complicata come quella calabrese”.
Continuando questo viaggio all’interno della mente di un campione, quali sono state le emozioni e sensazioni del post gara?
“Dopo l’incontro eravamo tutti ovviamente molto felici del risultato raggiunto su un campo caldo come quello Coriglianese. La stessa felicità, la stessa serenità che oggi ci ha permesso di rientrare in palestra con tanta umiltà e dedizione al lavoro, consapevoli che ogni gara nasconde delle insidie e delle difficoltà insite nello spirito del gioco e nella presenza dall’altra parte della rete di sei atleti, che come Te lottano e lavorano in settimana per un solo scopo: la vittoria”.
È evidente come il capitano negli anni abbia raggiunto un livello esperienziale altissimo fatto di tanti esami sia pallavolistici che di vita e di questo tutti i suoi compagni ne faranno sicuramente tesoro.
Passando ai fatti concreti, puoi farci un’analisi della partita?
“L'andamento dei set è stato sempre molto equilibrato fino a ogni secondo technical time-out tranne che nel terzo game dove avevamo accumulato qualche punto di vantaggio vanificato poi, non in modo definitivo, sul finale”.
L’evento cluo del match si è verificato sul 20-23 dell’ultimo game, cosa è successo? Quali potevano essere le conseguenze dell’accaduto e quali in realtà sono state?
“L’azione che doveva assegnarci il punto del 20-24, ossia un attacco di Kay Van Dijk lungolinea da posto 2, è stato giudicato out dalla coppia arbitrale. Naturalmente ci sono state delle proteste piuttosto concitate che hanno portato il primo arbitro a sanzionare con un cartellino le nostre proteste, e nello specifico quelle di Gemmi. Di colpo ci siamo ritrovati 22-23, e nonostante l’evidente, concitata e accesa protesta precedente, abbiamo affrontato la situazione con molta tranquillità, consapevoli che era l’unica via per non perdere di vista l’obiettivo del gioco. Il risultato ci ha premiati facendoci portare a casa una vittoria importante. Abbiamo aggiunto alla nostra classifica tre bellissimi punti grazie a una prestazione importante da parte di tutta la squadra che è stata molto più considerevole di quello che i numeri dicono. Siamo stati bravi a restare sempre concentrati e tranquilli nella partita e ad attuare ciò che nella preparazione al match lo staff tecnico aveva studiato. Una parola in più la devo spendere sicuramente per Kay, o meglio sulla sua altisonante prestazione: 28 punti in tre set col 58% in attacco, un muro (che in realtà erano 3) e un ace parlano da soli, non c’è bisogno che aggiunga aggettivi o spiegazioni a questi dati”.
Torniamo alla terza giornata di campionato, quali sono stati i risultati inaspettati?
“Innanzitutto quello che è stato decretato dalla terza giornata amplifica sempre più la convinzione che avevamo prima dell’inizio del campionato, ossia del grande equilibrio che regna tra il livello di tutti i team e oggi abbiamo la prova che questo bilanciamento c’è in ogni incontro. Partendo dalla vittoria della CheBanca! Milano sul campo di Castellana Grotte, passando dalla vittoria del Club Italia su Cavriago alle prese con qualche problema fisico di giocatori importanti, alla bella affermazione della matricola Molfetta su un Segrate che fino a domenica era ancora imbattuto”.
La più grande conseguenza di questo equilibrio è stata la rescissione consensuale del contratto tra il coach Luca Monti e Castellana Grotte che al suo posto ha chiamato mister Di Pinto.
“Non vivendo ne conoscendo le dinamiche che regolano i rapporti in quel di Castellana, mi è difficile dare un giudizio, ma sicuramente quando si decide di cambiare non è mai facile”.
E con questo diplomatico ma veritiero Scappaticcio-pensiero, salutiamo e ringraziamo il nostro capitano lasciandolo ai suoi compagni per la preparazione del prossimo emozionantissimo match contro la Fenice Volley di Isernia.
Carla De Caris – Responsabile Uff. Stampa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora |