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SALENTO D'AMARE: parla Licchelli|
17 Maggio - 22:33
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SALENTO D'AMARE: parla Licchelli
SALENTO D'AMARE TAVIANO: parla Licchelli
In attesa dell'arrivo in Italia di Carlos Alberto Cardona, a parlare, nell'intervista tratta da Salento in Tasca (www.salentointasca.it) e dal sito ufficiale della Salento d'amare (www.stilcasavolley.it) è Fabrizio Licchelli, vice di Alberto Di Mattia nella stagione scorsa ed esperto di settori giovanili. Nella passata stagione il trentunenne, nativo di Presicce (Le), ha collezionato una presenza da primo allenatore, nel settembre scorso, al PalaFiera di Forlì. Ieri ha presenziato, con il libero Antonio Ancora, alla festa del minivolley, svoltasi nel comune di Spongano. Tre aggettivi per definire la tua esperienza a Taviano… “Entusiasmante, Impegnativa, Altamente Professionalizzante”. Programmi x il futuro? “Un bimbo in arrivo, un lavoro che mi soddisfa, una famiglia che mi sostiene in ogni occasione, tanti amici che mi stimano! Cosa chiedere di più? Scherzi a parte, spero di collaborare a lungo con una società solida e lungimirante come il Taviano, sperando un giorno...” Cosa si richiede ad un giovane che si avvicina alla pallavolo? “L’attività di reclutamento, finalizzata alle serie superiori, deve prefiggersi di individuare giovani dalle caratteristiche antropometriche e attitudinali adatte alla pallavolo di vertice. Al di là di questo occorre far avvicinare a questo magnifico sport quanti più ragazzi possibile che potranno diventare atleti di medio livello e rappresenteranno la linfa della pallavolo di domani, come sostenitori, tecnici, dirigenti” Taviano è il riferimento dei giovani del sud Salento… “La società già dedica la propria attenzione al pubblico più giovane con una serie di iniziative che hanno portato al palazzetto migliaia di bambini, una marcia in più per il sestetto giallorosso. Inoltre sta per partire un progetto che coinvolgerà un gran numero di società salentine e che avrà il duplice obiettivo di proporre il miglior percorso formativo sportivo ai giovani talenti della zona, ma anche di incentivare l'attività delle società più piccole.” Cosa ha voluto dire chiamarsi "Salento d'amare"? “Per noi salentini ha significato portare in giro per l'Italia, con amore e dedizione, i propri colori. E' incredibilmente bello sentirsi sostenuti in ogni angolo della penisola, accomunati dall'amore per una terra unica. Questo attaccamento ha sorpreso anche i nostri compagni non salentini, contagiati perfino dalle nostre canzoni popolari o dalle frasi dialettali. Non si può capire quello che si prova al canto dei tifosi "... io sono e sarò sempre salentino" se non si è davvero "un salentino". |