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Legavolley  ESSE-TI CARILO: ROBERTO TADDEI ci spiega la "chimi
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  Giovedí 14 Ottobre 2004 - 13:00  
ESSE-TI CARILO: ROBERTO TADDEI ci spiega la "chimi 
ESSE-TI CARILO: ROBERTO TADDEI ci spiega la "chimica dello scoutman"
 ESSE-TI CARILO: ROBERTO TADDEI CI SPIEGA “LA CHIMICA DELLO SCOUTMAN”

Un lavoro quanto mai affascinante ma talvolta ancora poco conosciuto o, peggio ancora, sottovalutato dai non addetti ai lavori.

Roberto Taddei, scoutman dell’Esse-ti Carilo, ci aiuta a comprenderlo meglio e, soprattutto, ci spiega che dietro a tutti quei numeri e dati si nasconde tanta sensibilità e passione.

-Allora Roberto, parlaci del tuo programma lavorativo settimanale

-Dedico la prima parte della settimana allo studio della squadra avversaria, ponendo particolare attenzione alla traiettoria di attacco dei singoli giocatori, alla distribuzione del palleggiatore e quindi al sistema di gioco. Con l’aiuto di software adeguati poi, raccolgo ed unisco i dati e le immagini analizzate. La seconda parte di allenamento dell’Esse-ti Carilo quindi, si basa sul lavoro da me svolto, ci prepariamo ad affrontare la squadra avversaria seguendo le mie indicazioni. Inoltre, assistendo agli allenamenti, monitorizzo il rendimento dei nostri giocatori. Ho un ruolo importante anche durante la partita, in quanto continuo a studiare gli avversari e comunico in tempo reale le mie valutazioni al coach.

-          Se non sbaglio tu sei uno dei precursori di questa professione relativamente nuova nel mondo della pallavolo

-          Sì, comprai uno dei primi programmi per fare gli scouts nel ’97 e da lì cominciò l’avventura..

-          Che è culminata con l’approdo in serie A

-          Sì, dopo la gavetta in  B, nel 2001 sono giunto in serie A. Come prima cosa ho preso tutte le videocassette dei match dell’anno precedente dell’Esse-ti Carilo ed ho creato una banca dati, con tutti i singoli giocatori e le squadre di serie A.

-          Quali sono i tuoi obbiettivi personali per il futuro prossimo?

-          Quello di continuare il mio lavoro cercando di migliorarmi sempre più, portando ogni volta qualcosa di nuovo ed utile per la squadra.

-          Che qualità bisogna avere per essere un bravo scoutman?

-          Serve concentrazione e spirito di ricerca. Ogni scoutman ha la sua “chimica”, ovvero la sua sensibilità per captare ogni piccolo segnale. Inoltre, bisogna saper comunicare i dati raccolti con molto tatto ai propri atleti, motivando i giocatori. Il dato insomma, va rivestito con la motivazione tecnica.

Beatrice Bambozzi

Ufficio Stampa Pallavolo Loreto


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