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Legavolley  Boninfante saluta Ferrara
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  Venerdí 21 Maggio 2004 - 13:00  
Boninfante saluta Ferrara 
Boninfante saluta Ferrara
Tre anni da titolare, risultati prestigiosi raggiunti nell'era-Prandi, regista della diagonale più prolifica dell'ultima serie A, idolo di un'intera città, campione dentro e fuori dal campo, marito e futuro padre: questo il curriculum ferrarese del regista Dante Boninfante.
Un importante biglietto da visita da mettere in mostra all'arrivo nella sua futura squadra e, soprattutto, numeri indelebili da lasciare in eredità al momento del commiato dai tifosi estensi. Ed il momento dell'addio è arrivato proprio in questi giorni di volley-mercato, al termine di una stagione  purtroppo avida di soddisfazioni. Che sia giunto sereno come nella migliore tradizione fiabesca dei fratelli Grimm, o impietoso come nelle storie vissute all'ombra delle 4 torri estensi, non è rilevante. Ciò che conta è che è ormai una realtà, da sancire nel modo più corretto possibile, lasciando che sia il diretto interessato a dettare le ultime parole della sua esperienza in giallonero.
Questo il saluto del vice-capitano: "Come tutti sanno, le ragioni del mio addio a Ferrara dipendono da cause di forza maggiore, non certo dalla mia volontà. Se non fossero subentrati insormontabili problemi societari, difficilmente avrei ipotizzato un allontanamento dalla città che mi ha adottato e mi ha fatto crescere sportivamente.
Qui ho vissuto stagioni fondamentali per la mia maturazione professionale, favorita senza dubbio da due figure per certi versi molto simili. Da un lato coach Prandi, il quale non mi ha mai fatto mancare la sua fiducia, permettendomi di giocare sempre titolare. È una persona che mi ha dimostrato d'essere un grande uomo prima ancora d'essere un tecnico di valore. Dall'altro l'intramontabile Paolo Ferrioli, un uomo che stimo profondamente, perchè mi ha sempre dato preziosi consigli tecnici e comportamentali e, quel che più conta, mi ha sempre trasmesso estrema tranquillità. È  un onore averlo avuto come secondo, dato che per le doti che possiede potrebbe giocare titolare in molte squadre di serie A.
Per tutto quello che ho vissuto, per come sono stato accolto e coccolato, mi sento in dovere di fare dei ringraziamenti. Con piacere e senza retorica dedico un pensiero speciale alla componente più passionale e vitale della realtà sportiva ferrarese: i tifosi. Non ci hanno mai fatto mancare il proprio appoggio ed il proprio affetto, pronti ad esaltarci nei giorni del successo e a sorreggerci nei momenti della sconfitta. Mi farebbe particolarmente piacere se mi venissero a trovare anche nella mia prossima sede d'allenamento, come per anni hanno fatto qui. Meriterebbero il raggiungimento dei più grandi traguardi sportivi e sarei particolarmente dispiaciuto se realmente non potessero più presentarsi al Palasport a tifare per una squadra di serie A.
Dopo i nostri sostenitori, porgo i miei ringraziamenti alla società, la quale ha permesso che una realtà di provincia stupisse l'Italia intera con risultati d'eccellenza: una semi-finale scudetto, un quinto posto in Regular Season e una partecipazione in Coppa CEV. Per tacere dell'ingaggio di svariati fuoriclasse, Giba su tutti, il giocatore con cui forse ho riscontrato il miglior feeling professionale (non è un campione, è Il campione) e d'amicizia.
Sempre la società, nella figura di certe persone davvero speciali come il Team Manager Luca Ricci, mi ha garantito l'appoggio necessario a trovato le condizioni ideali per  perfezionare la tecnica, fino al raggiungimento della Nazionale. Con coach Montali spero d'avere ancora un conto aperto: attendo una chiamata al suo ritorno dalle Olimpiadi quando verosimilmente aprirà un nuovo ciclo di convocazioni. Staremo a vedere.
Nuovamente ribadisco il mio addio affettuoso alla gente di Ferrara, nella speranza che si possa trasformare in un arrivederci. Nello sport non ci sono certezze e se mai la città dovesse tornare in A1, le nostre strade potrebbero incrociarsi di nuovo".

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