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Le domande e considerazioni degli studenti di Tren|
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Le domande e considerazioni degli studenti di Tren
Le domande e considerazioni degli studenti di Trento alla conferenza dello sport
LE DOMANDE DEGLI STUDENTI DEL COLLEGIO ARCIVESCOVILE AGLI ATLETI DELL’ITAS DIATEC TRENTINO. I giocatori dell’Itas Diatec Trentino giovedì scorso hanno incontrato 800 studenti delle scuole medie e superiori del Collegio Arcivescovile "Celestino Endrici" di Trento in occasione della “conferenza sullo sport”, tantissime le domande rivolte a Bernardi e compagni dagli studenti attraverso un questionario precedentemente distribuito. Davvero interessanti anche le considerazioni emerse dalla lettura delle singole schede; si ringrazia Elena Fontana per la raccolta e rielaborazione del materiale di seguito riportato. Gli aspetti positivi dello sport: ü Divertimento e buon umore ü Salute (ci si mantiene in forma!) ü Ci si mette alla prova ü Si impara a lottare per vincere ü Lo sport insegna ad accettare le sconfitte ü Siamo stimolati a dare il meglio di noi ü Ci aiuta a crescere ü Tifoseria ü Costanza ü Lealtà ü Cresciamo insieme a persone che condividono la tua passione ü Si rafforza lo spirito di gruppo ü Grinta ü Ci si presenta la possibilità di viaggiare ü Ti fa diventare noto ü “Entra nel cuore dei bambini, degli adulti e degli anziani colmandoli di gioia” ü Si impara a pensare tutti insieme con il gruppo Gli aspetti negativi dello sport: ü Al giorno d’oggi si è persa la concezione di sport come momento di svago e di gioco ü Eccessivo agonismo per i bambini ü Nervosismo ü Non viene abbastanza promosso nelle scuole italiane ü Egocentrismo, presunzione, maleducazione in campo ü Fatica ü “Non bisogna fumare perché diminuisce il fiato” ü Raccomandazioni (a volte non giocano i più bravi) ü Doping ü Infortuni ü Perdita di tempo per lo studio ü Richiede troppo tempo (andare, allenarsi, tornare a casa…si perde tutto il pomeriggio!) ü Alcuni allenatori non sanno cogliere il vero senso della squadra. A tal proposito segnalo una citazione: “parlando dei settori giovanili mi sono accorta che alcuni allenatori non fanno giocare i ragazzi meno bravi perché vogliono vincere a tutti i costi e non insegnano a perdere con spirito sportivo. Ma nella vita non sempre si può vincere, bisogna saper incassare le sconfitte, saper ricominciare cercando di migliorarsi” ü Slealtà ü Rapporti con culture diverse grazie ai viaggi (per esempio stage sportivi all’estero) ü Conoscenza e fiducia in sé stessi ü Troppi soldi! ü Violenza (negli stadi) ü Invidie e litigi fra compagni di squadra ü Stress Le domande ü Dopo tanto tempo la pallavolo è ancora un divertimento o è diventato solo un lavoro? ü Come vi sentite ad essere sempre al centro dell’attenzione? ü Cosa ne pensate degli alti stipendi che ricevono giocatori professionisti come voi per esempio? Non sono troppo alti? ü Da 1 a 100 quanta importanza date alla vostra singolarità e quanto alla squadra? ü Vi sentite realizzati? Era questo che sognavate di fare nella vita? ü Qual è stata la cosa che più vi ha aiutati a diventare quelli che siete? ü Cosa vi ha spinti a buttarvi nel mondo dello sport? Quando e come avete cominciato a giocare? Com’è stato il primo impatto con la pallavolo? ü Cosa provate quando vincete? Soddisfazione oppure felicità per aver sconfitto l’altra squadra? ü Non avete mai avuto paura di essere lasciati da parte con l’arrivo di compagni nuovi in squadra (magari più forti)? ü Come vi sentite prima di una partita? Come vi preparate ad affrontarla psicologicamente? Come vivete la vittoria o la sconfitta di una partita? ü Cosa ne pensate degli altri sport? E della dominanza del calcio (considerato da molti lo sport d’Italia per eccellenza)? ü Quante ore vi allenate? Quanti sacrifici? Seguite una dieta? Fate molta attività fisica? ü In base a cosa si sceglie un giocatore (solo per la tecnica o ci sono altre qualità da analizzare)? ü Qual è il ruolo del team manager? ü Ci sono delle ombre nel mondo della pallavolo ovvero casi di doping? ü Quanto contano le conoscenze per sfondare? ü Qual è stata per voi quest’anno la più grande soddisfazione? ü Un commento sullo scorso campionato? Progetti per il futuro? ü Qual è il vostro motto? ü Perché “giocatori” di pallavolo? Non vi sembra un gioco femminile? ü Che scuola avete frequentato? ü È importante lo sport per un ragazzo? Perché? ü La pallavolo è la cosa più importante per voi? Cosa è veramente importante? ü Se non poteste più giocare a pallavolo (a causa di un incidente per esempio) cosa fareste? ü Non sempre succede che tutti riescano a realizzare i propri obiettivi (per esempio quando non si realizza il sogno di un ragazzo che sarebbe voluto diventare un forte giocatore di pallavolo). Cosa consigliate di fare a noi giovani per affrontare nel migliore dei modi le difficoltà? Le considerazioni ü “Lo sport è inutile, dapprima illude, poi delude!” ü “non ci sono aspetti negativi perché lo sport è fantastico!” ü “un gioco è un gioco e l’importante è divertirsi” ü “siete grandi! Mi ha colpito Prandi per il suo carisma!” ü “lo sport è bello se ci credi!” ü “è un modo per esprimersi e sentirsi vivi e soddisfatti di sé, non solo quando si vince perché anche una sconfitta insegna moltissimo” ü sport = espressione della forza che può produrre il corpo Trento, 13 Maggio 2004 Per ulteriori informazioni: Lanfranco Dallari, Marketing & Comunicazione Aziende Gruppo Diatec. Tel 0463-421592, e-mail: lanfrancodallari@trentinovolley.it |